{"id":245,"date":"2020-12-30T15:45:30","date_gmt":"2020-12-30T14:45:30","guid":{"rendered":"http:\/\/simonab.cluster030.hosting.ovh.net\/?p=245"},"modified":"2021-01-29T11:54:16","modified_gmt":"2021-01-29T10:54:16","slug":"adesso-respira","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/2020\/12\/30\/adesso-respira\/","title":{"rendered":"Adesso respira!"},"content":{"rendered":"\n<p>disegni di FABRIZIO ODORI<\/p>\n\n\n\n<p>tratto dalla mia tesi per la scuola di counseling olistico: <strong><em>&#8220;Sai chi sei?&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gaia era l\u00ec, ferma immobile, imprigionata in un corpo gelido, vuoto e senza luce, senza cuore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Era uscita, anzi fuggita, da un dolore devastante, dimenandosi e urlando con le poche energie che le erano rimaste e ne era fuori. Finalmente. Fuori, senza pi\u00f9 nessuna prigione intorno, ma anche senza appigli, abitudini e sicurezze. Nessun antico schema a cui appellarsi per sapere quali passi fare, solo un&#8217;immensa pianura su cui costruire una nuova strada, una nuova vita, ma con la terribile sensazione di non riuscire a muoversi. Era come bloccata in un limbo; non sapeva andare avanti ma nemmeno tornare indietro. Immobile, chiusa. Al tempo stesso curiosa e impaurita, potente e bloccata, ma decisa ad andare avanti in qualche modo. Ma quale?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Aspetta, non correre. Sei sulla strada giusta, stai andando bene, ma devi avere pazienza. Ti stai muovendo s\u00ec, non sei ferma. Hai fatto un balzo in avanti con il corpo e con la mente, ora aspetta e lascia che la tua essenza se ne accorga e capisca che pu\u00f2 fare un passo avanti anche lei, che pu\u00f2 mostrarsi senza temere&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Aspettare. Aspettare non \u00e8 per niente facile per un corpo che si sente finalmente libero ma ha freddo e si vuole scaldare. Ma un corpo senza anima dove pu\u00f2 andare? Senza mente, senza spirito?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Immerso nel buio e nel freddo pi\u00f9 totali, un corpo pu\u00f2 solo, deve solo, fermarsi, aspettare, contattare il vuoto che ha dentro per chiedere, per capire, cos&#8217;\u00e8 che serve di pi\u00f9, dove ha perso il contatto con la sua anima, la sua mente, il suo spirito, cosa o chi pu\u00f2 portare un primo bagliore di luce per dissipare il buio e il freddo dentro e fuori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma come fare? Come riuscire a mettersi in contatto con se stessi se non si sente niente? Gaia lo aveva sentito dire tante volte ma non lo credeva possibile; questa volta per\u00f2 un&#8217;intuizione le stava dicendo che doveva almeno provare. Lei allora decise di assecondare questa intuizione: &#8220;Se mi metto qui sdraiata su questo prato potr\u00f2 concentrarmi, magari mi verr\u00e0 un&#8217;idea&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si adagi\u00f2 comodamente su un manto d&#8217;erba, con una coperta, le mani appoggiate sulla pancia come per cullare se stessa e le gambe rilassate. Sospir\u00f2 profondamente per raccogliere le idee ma non le arrivava niente, non le riusciva. Sospir\u00f2 di nuovo quasi delusa, senza appigliarsi a niente e fu allora che sent\u00ec come se la fronte si stesse alleggerendo. Volle inspirare ancora un po&#8217; d&#8217;aria, cauta, curiosa di sentire cosa sarebbe successo alla successiva espirazione; questa volta lo fece con calma, pi\u00f9 rilassata, aveva deciso di godersi il momento. Inspirava ed espirava.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>All&#8217;improvviso il suo cuore si pales\u00f2 dentro di lei, davanti ai suoi occhi, s\u00ec proprio lui, proprio quel cuore che non si trovava pi\u00f9, che era sparito chiss\u00e0 dove. Gi\u00e0, non era andato da nessuna parte, era proprio l\u00ec, piccolo, striminzito, grigio. Faceva capolino da un punto buio, mormorava di sapere cosa andare a cercare, ma aveva bisogno di un piccolo aiuto, aveva bisogno di aria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gaia non credeva ai suoi occhi, alle sue sensazioni. Sorpresa e imbambolata respir\u00f2 ancora e ancora, sentiva le sue mani sollevarsi e abbassarsi sulla curva della pancia come se fossero una barchetta cullata da un&#8217;onda del mare, che andava e tornava, andava e tornava, e ogni volta era pi\u00f9 decisa, pi\u00f9 amica, pi\u00f9 conosciuta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche il cuore godeva di questo flusso avvolgente e rassicurante, goccioline di aria che gli restituivano forza e vita; divenne pi\u00f9 grande e giallo. Gaia poteva vederlo, riusciva a vederlo, era incredibile; si sentiva sorridere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A cavalcioni sopra il cuore c&#8217;era una bambina con i codini neri e il volto tutto rosa, senza lineamenti, ma Gaia si era riconosciuta subito, era lei da piccola! D&#8217;impeto, senza pensare cominci\u00f2 a parlare con la bimba dicendole che andava bene cos\u00ec, andava bene quello che era, quello faceva, andava bene. Dopo aver assorbito queste parole, la piccola salt\u00f2 gi\u00f9 dal cuore e and\u00f2 incontro alla sua mamma che stava arrivando e si stava chinando per abbracciarla. Gaia e la bambina a questo punto erano una cosa sola, una sola voce che, nella gioia dell&#8217;abbraccio della mamma, continuava a ripetere che andava tutto bene, che andava bene lo stesso, nonostante fosse andata come era andata andava tutto bene e le voleva bene.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Poi arriv\u00f2 il babbo, lui per\u00f2 non si accovacci\u00f2 per accoglierla, rimase in piedi rigido, con la faccia seria e le mani sui fianchi. Allora dal basso, alzando la testa, la piccola cominci\u00f2 a dire le stesse cose anche a lui, che continuava a restare fermo immobile in quell&#8217;atteggiamento. La bambina per\u00f2 glielo voleva proprio dire e lo voleva abbracciare, quindi si arrampic\u00f2 su di lui , come faceva da piccola per gioco, lo abbracci\u00f2 forte e gli disse mille volte che gli voleva bene.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fatto questo, Gaia torn\u00f2 a sentirsi nel suo corpo da grande e da l\u00ec pot\u00e9 vedere la bambina saltare gi\u00f9 dal babbo e rimontare con un balzo sul suo cuore giallo che abbracci\u00f2 forte, cos\u00ec forte da farlo diventare rosso, cos\u00ec forte da imprimere il suo giallo su di s\u00e9, sulla sua maglia. La bambina guard\u00f2 Gaia negli occhi e le disse &#8220;Eccomi io ci sono, ora ci sono&#8221;. Si mise di nuovo a sedere sul cuore e chiese: &#8220;E ora che si fa?&#8221;. Sorpresa dalla domanda Gaia rispose &#8220;Mah, non lo so. Aspetta un secondo, ci siamo riprese ora&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La piccola non fu soddisfatta dalla risposta, scese dal cuore e si ritrov\u00f2 in una stanza con una libreria vuota. Cerc\u00f2 dei libri per riempirla ma non riusc\u00ec a trovarli, allora decise di colorare la parete di giallo e cominci\u00f2 a farlo. In quel momento Gaia ebbe un sussulto, un colpo di tosse che per un attimo le fece perdere di vista la stanza; nel momento in cui la rivide le pareti non erano gialle ma viola, la libreria stava scomparendo e sulla parete stava scendendo della vernice nera, che poi si ritraeva di nuovo per lasciar spazio al viola in ascesa. Questa danza di colori si ripet\u00e9 pi\u00f9 volte. Vide la bimba mettersi a sedere al centro della stanza con la testa appoggiata sulle mani, subito dopo la stanza divenne per met\u00e0 nera e per met\u00e0 viola. La piccola chiese ancora una volta &#8220;Che si fa?&#8221;. Gaia rispose ancora &#8220;Non lo so&#8221;, si gir\u00f2 su un fianco e si accucciol\u00f2 sotto la sua coperta, come si fa quando ci si appresta a riposarsi su un comodo letto, e le chiese ancora di aspettare tranquilla.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche la bimba allora, senza parlare, si sdrai\u00f2 su un fianco adagiata sotto una coperta uguale a quella di Gaia e rimase l\u00ec, proprio al centro della stanza, dove il nero si incontrava con il viola.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gaia era di nuovo su quel prato, nel suo corpo. Aveva una sensazione diversa, come se qualcun altro fosse con lei, come un contatto. Non pensava a quello che aveva vissuto, o meglio non ci pensava come si pensa a una cosa strana di cui si vuol<\/em> <em>conoscere subito il significato. Ci pensava assorbendone ogni colore, immagine e energia che ne aveva tratto, ci pensava come a un regalo ricevuto dal cielo, dall&#8217;aria, dall&#8217;onda, e non aveva f<\/em><em>retta di sviscerane il significato<\/em><em>. Forse, per una volta, avrebbe seguito il consiglio che lei stessa si era data: &#8220;Aspetta, ti sei ripresa ora&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Davvero era strano per lei non sentire subito il bisogno di vedere cosa ci fosse dopo. Mai successo! Stava riuscendo a godersi un momento senza neanche chiedersi quanto e se sarebbe durato. Chiss\u00e0, forse perch\u00e9 in quell&#8217;unica esperienza aveva gi\u00e0 capito che, appena si fosse sentita pronta, appena ne avesse sentita la necessit\u00e0, ci sarebbe voluto molto poco per tornare a sentire, per tornare da se stessa. Sarebbe bastato un soffio, un respiro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Se questo articolo ti \u00e8 piaciuto, condividi sui tuoi social e lascia un commento qui sotto. Lascia un commento anche per domande, ulteriori riflessioni o per dire \u201cnon mi piace\u201d e spiegami perch\u00e9. Tutto serve a tutti e tutto \u00e8 fonte di arricchimento. GRAZIE!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>disegni di FABRIZIO ODORI tratto dalla mia tesi per la scuola di counseling olistico: &#8220;Sai chi sei?&#8221; Gaia era l\u00ec, ferma immobile, imprigionata in un corpo gelido, vuoto e senza luce, senza cuore. 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