{"id":279,"date":"2021-01-08T15:00:29","date_gmt":"2021-01-08T14:00:29","guid":{"rendered":"http:\/\/simonab.cluster030.hosting.ovh.net\/?p=279"},"modified":"2021-01-29T11:57:47","modified_gmt":"2021-01-29T10:57:47","slug":"un-mondo-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/2021\/01\/08\/un-mondo-nuovo\/","title":{"rendered":"Un mondo nuovo"},"content":{"rendered":"\n<p>Questo \u00e8 un altro modo di narrare un progetto&#8230; l&#8217;inizio di quello che ancora non sapevo sarebbe diventato un progetto di vita&#8230; il mio.<\/p>\n\n\n\n<p>Al termine del primo corso sui Fiori di Bach che ho fatto, ci fu chiesto di scrivere una tesina per raccontare la nostra esperienza, ci\u00f2 che avevamo imparato in quei mesi e io, gi\u00e0 allora e senza volerlo, mi ritrovai a scrivere quello che avevo imparato s\u00ec ma anche ci\u00f2 che avevo vissuto. Un intreccio di Fiori, musica e nuove porte che si aprono; quello che ero e quello che stavo diventando; quello che allora credevo di aver lasciato (ma che invece ora ho recuperato, ma questo far\u00e0 parte di un altro articolo!) e quello che stavo in quel momento abbracciando.<\/p>\n\n\n\n<p>Riporto questa tesina cos\u00ec come l&#8217;avevo scritta 11 anni fa, per assaporare e lasciar trasparire ancora quello stupore e quell&#8217;entusiasmo che hanno dato il via a tutti i miei movimenti interiori degli anni successivi fino ad oggi&#8230; ed oltre!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/simonab.cluster030.hosting.ovh.net\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140102-1024x768.jpg\" alt=\"\" data-id=\"263\" data-full-url=\"http:\/\/simonab.cluster030.hosting.ovh.net\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140102-scaled.jpg\" data-link=\"http:\/\/simonab.cluster030.hosting.ovh.net\/index.php\/cantastorie-raccontare-un-sogno-raccontare-un-progetto-raccontare-te\/img_20210108_140102\/\" class=\"wp-image-263\" srcset=\"https:\/\/www.simonavarrella.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140102-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.simonavarrella.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140102-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.simonavarrella.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140102-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.simonavarrella.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140102-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.simonavarrella.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140102-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/simonab.cluster030.hosting.ovh.net\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140115-1024x768.jpg\" alt=\"\" data-id=\"264\" data-full-url=\"http:\/\/simonab.cluster030.hosting.ovh.net\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140115-scaled.jpg\" data-link=\"http:\/\/simonab.cluster030.hosting.ovh.net\/index.php\/cantastorie-raccontare-un-sogno-raccontare-un-progetto-raccontare-te\/img_20210108_140115\/\" class=\"wp-image-264\" srcset=\"https:\/\/www.simonavarrella.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140115-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.simonavarrella.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140115-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.simonavarrella.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140115-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.simonavarrella.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140115-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.simonavarrella.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_20210108_140115-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\">In foto: Wild Oat e Chicory, carte di Lucilla Satanassi e Hubert Bosch<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">IO SONO IL MIO FIORE<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Avete presente la \u201cSonata al chiaro di luna\u201d di Beethoven?<\/p>\n\n\n\n<p>Un rincorrersi di suoni intrecciati a emozioni sgorganti e improvvise<\/p>\n\n\n\n<p>che non sapevi di avere, che ti spiazzano ma che continuano a venir fuori tuo malgrado.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante un\u2019iniziale sbigottimento e sottile dolore sei felice di seguirle, sia le emozioni sia le note.. anche se a un certo punto fai fatica a distinguerle, e le segui perch\u00e9 senti che ti liberano da vecchi schemi o costrizioni, ti conducono pi\u00f9 o meno violentemente o dolcemente lungo le tue strade, le tue luci per arrivare a\u2026 non lo sai dove, mentre corri o cammini&#8230; ma decidi comunque di andare, di seguirle fino alla fine, o fino alla prossima tappa. E nel frattempo decidi di \u201csentire\u201d, di risuonare\u2026come dice qualcuno \uf04a.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo movimento della Sonata \u00e8 un Adagio sostenuto, cupo, sospettoso, impaurito, che procede nel suo cammino per vedere fino a che punto pu\u00f2 arrivare; il secondo \u00e8 un allegretto\u2026 gi\u00e0 perch\u00e9 cominci a prendere confidenza con qualcosa (o credi di farlo) ti diverti, ti lasci ridere e sguazzare come un bimbo nell\u2019acqua con la sua paperella. Ma poi arriva il terzo movimento, un presto agitato, come se all\u2019improvviso si verificasse una nuova presa di coscienza, una nuova evoluzione, un nuovo sconvolgimento interiore che ti spaventa ma al tempo stesso ti ipnotizza e non vuol fermarlo&#8230; e quindi lo segui&#8230; ri-suoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio percorso con i Fiori durante questi mesi \u00e8 paragonabile in qualche modo a questo schema musicale\u2026 all\u2019inizio cos\u00ec entusiasta, dopo il primo fine settimana di corso (anzi la prima sera!) mi sono sentita in preda alle note basse e cupe di sentimenti e pensieri riemersi da un punto freddo profondissimo nel mio Io dimenticato, nella mia storia passata (adagio sostenuto)\u2026 ero un Honeysuckle stonato (disarmonico) che pi\u00f9 che voler tornare al passato ci si \u00e8 trovato costretto e da l\u00ec non riusciva ad uscire\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente (per quasi tutta la durata del corso in verit\u00e0), come il pi\u00f9 classico dei Wild Oat, non riuscivo (a volte non riesco tuttora) a scegliere quale aspetto di questo nuovo mondo studiare o vivere o guardare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ho assaporato la gioia di aver conosciuto questo nuovo mondo e al tempo stesso ho avuto paura, agitazione e tensione (presto agitato) nel seguire i movimenti di un\u2019energia fino ad ora sconosciuta e cos\u00ec affascinante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo movimento della sonata, l\u2019allegretto, \u00e8 ci\u00f2 che ho provato la prima volta che ho conosciuto i Fiori di Bach. Avevo iniziato una terapia psicologica per un motivo ben preciso e il percorso si annunciava lungo e difficoltoso. Fino ad allora non avevo mai preso in considerazione n\u00e9 la possibilit\u00e0 di \u201cliberarmi\u201d attraverso un tale percorso n\u00e9 tantomeno di farlo avvicinandomi a questo tipo di approccio.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia psicologa, fortunatamente, era anche una floriterapeuta e mi propose di \u201cprendere queste goccioline\u201d (come dicevo io alle mie amiche nei racconti delle varie sedute) se ero d\u2019accordo, spiegandomi appena il loro significato e senza svelarmi mai i Fiori che di volta in volta utilizzava per le mie miscele. Ricordo che accettai solo perch\u00e9 non avevo motivo per dire di no, non ci credevo ma non ero neanche contraria e, una volta assicuratami che non fossero medicine, non avevo nessun problema a tirare fuori questa boccettina di tanto in tanto durante il giorno. Pensai che in quel momento di completo annebbiamento potesse essere un simpatico rituale per scandire qualche ora nell\u2019arco della giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Beh, io non mi accorsi esattamente quando cominciai a sentire l\u2019effetto di questi Fiori. Le sedute divennero sempre meno difficili e sempre meno \u201cuguali\u201d perch\u00e9 ogni volta affrontavo un nuovo argomento, mi scoprivo a parlare di nuove di nuovi pensieri, nuove emozioni e quell\u2019evento che potenzialmente avrebbe potuto essere cos\u00ec deleterio ai fini della mia terapia avvenuto proprio in quei giorni\u2026 beh fu pesante, come mi aspettavo che fosse, ma riuscii quasi subito a trovare il modo e la voglia di rielaborarlo per non permettere che costituisse ancora un altro anello della catena gi\u00e0 cos\u00ec lunga che mi aveva immobilizzato per cos\u00ec tanto tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019un tratto mi scoprii cosciente e fiduciosa, ammisi di avere mille paure inesistenti e mille convinzioni che mi tenevano ancorata a un passato che c\u2019era stato s\u00ec, ma di cui io non facevo pi\u00f9 parte. All\u2019improvviso riuscii a fare una cosa che proprio non volevo fare: lasciai andare tutto\u2026e ritrovai me, come mi ricordavo di essere fino a qualche anno prima. Mi sentii \u201callegra\u201d, appunto, o quantomeno serena e pronta a ripartire o a stare l\u00ec a vedere cosa sarebbe successo, pronta a \u201csentire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Di l\u00ec a poco la mia terapeuta mi disse che non avevo pi\u00f9 bisogno di proseguire la terapia e di l\u00ec a poco cominciai a prendere coscienza di ci\u00f2 che era successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho continuato a seguire un po\u2019 questa via ma senza mai entrare davvero nel cuore del sistema floreale, fino a poco tempo fa. Poi l\u2019anno scorso \u201cper caso\u201d il trasloco a Sesto, vicino all\u2019erboristeria\u2026. E da l\u00ec a poco l\u2019idea di iniziare davvero un nuovo viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitano cosa strane in questo viaggio, sembra che le cose accadano proprio adesso anche per dare la possibilit\u00e0 di sperimentare attraverso esse la bellezza del \u201cpotere\u201d dei Fiori.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intero essere viene coinvolto e si rimette in gioco, si distrugge per poi (si spera) ricostruirsi, il corpo si riorganizza (chiedetelo ai miei piedi e alla mia schiena), la mente si offusca e si rigenera e la l\u2019anima conosce una nuova se stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Trovi spiegazioni che nessuno ti aveva saputo dare per quel fastidio all\u2019orecchio, tutte quelle cose che non vuoi sentire, tutte quelle che devi rielaborare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Trovi spiegazioni s\u00ec, e continui a cercarle fino ad avere la curiosit\u00e0 (e l\u2019ardire!) di sperimentare conoscenze appena sfiorate: quella conferenza durante la quale apprendo un nuovo significato il dolore al braccio come una pressione, come se qualcuno me lo tenesse; il fine settimana del corso in cui si parla del colloquio e si sottolinea per un attimo che spesso ci\u00f2 che si odia negli altri ci\u00f2 che odiamo di noi stessi\u2026 e io che ascolto, rielaboro e penso che allora forse \u00e8 lei la persona a cui mi sento sottomessa&#8230; allora forse anch\u2019io ho la paura che ritrovo in lei e che tanto critico&#8230; allora dovrei provare Holly\u2026 allora allora\u2026e il dolore non c\u2019\u00e8 pi\u00f9! Funziona???!!!!<\/p>\n\n\n\n<p>E non riesco a fermarmi e non pensarci: allora forse il dolore all\u2019orecchio, allora forse la mia schiena e i miei piedi\u2026 E poi penso: sto cercando di pensare come lei? Proprio lei? Lei che mi suscitava cos\u00ec tanta curiosit\u00e0 e dubbio insieme?<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa che pi\u00f9 mi affascina di questa Donna (la chiamo volontariamente cos\u00ec piuttosto che Dottoressa vista una sua \u201ccabarettistica\u201d, evidente prerogativa.. l\u2019ODIO verso gli uomini!) \u00e8 la sua agilit\u00e0 mentale. Possiede una incredibile e incommensurabile capacit\u00e0 di estendere o meglio ampliare il significato delle parole utilizzate dai pazienti che non avevo mai riscontrato prima in nessuno e in nessuna \u201cdisciplina\u201d conosciuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Come lei stessa afferma, attraverso analogie e simboli archetipici riesce a trovare nel linguaggio comune che esprime una situazione individuale del paziente (lei stessa chiede di descrivere la malattia come fosse un\u2019analfabeta a dispetto della grande conoscenza trasversale che possiede) un significato collettivo che porta alla guarigione, o quantomeno individua la strada da percorrere verso di essa. In pratica \u201ctraduce le metafore dei pazienti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0\u2026 tradurre le metafore\u2026 non so se \u00e8 un accostamento corretto ma questo mi porta direttamente ad un altro aspetto della floriterapia che ho conosciuto durante il corso: il Principio Transpersonale.<\/p>\n\n\n\n<p>Orozco dice \u201c..ogni patologia si manifesta come una disarmonia seguendo alcuni principi stabili di forma, individualizzabili, deducibili e, cosa senza dubbio pi\u00f9 importante, <em>traducibili<\/em> in linguaggio floreale\u201d. E nel suo libro<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cManuale per l\u2019applicazione locale dei Fiori di Bach\u201d riporta una frase di Aristotele: \u201cLa cosa migliore, che fa la differenza, \u00e8 di essere un maestro della metafora: \u00e8 l\u2019unica cosa che non si pu\u00f2 apprendere dagli altri ed \u00e8 anche un segno di genialit\u00e0, poich\u00e9 una buona metafora implica una percezione intuitiva della similitudine in ci\u00f2 che \u00e8 diverso.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, secondo me questi due approcci al lavoro sono assimilabili: si punta a tradurre un linguaggio comune nel proprio \u201cstrumento\u201d di guarigione, il piano verbale in un caso e l\u2019ambito floreale per applicazione locale nell\u2019altro. E come un metodo si avvale del significato collettivo traducendo il linguaggio comune in \u201cPazientese\u201d, cos\u00ec l\u2019altro riconosce nel Principio Transpersonale una \u201cchiave che ci permette di selezionare le essenze concrete che prevedono la forma di ci\u00f2 che si sta verificando\u201d in base alla quale si d\u00e0 un\u2019interpretazione della forma in cui si manifesta una data patologia, traducendo la manifestazione in linguaggio floreale.\u201d, a prescindere in questo caso (e comunque non del tutto) dalla soggettivit\u00e0\/individualit\u00e0 della persona.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso due fiori che mi hanno colpito anche se per due motivazioni diverse: Chicory e Wild Oat.<\/p>\n\n\n\n<p>Posso dire di essermi \u201cavvicinata\u201d a Chicory proprio per motivi di natura \u201ctranspersonale\u201d, ossia ho cercato quale fiore rispondesse a ci\u00f2 che ultimamente mi sta accadendo fisicamente (anche se in realt\u00e0 \u00e8 una cosa che gi\u00e0 si era verificata altre volte\u2026 infatti analizzando i vari momenti della mia vita ho trovato delle analogie con quello attuale!). Ho provato ad assumere oralmente il Fiore poich\u00e9 essendo un problema interno non vedevo la possibilit\u00e0 di un\u2019applicazione locale di una crema, anche se in realt\u00e0 studiando pi\u00f9 attentamente ho capito che la crema pu\u00f2 essere applicata anche esternamente in corrispondenza della zona interna in questione\u2026 prover\u00f2, prover\u00f2 anche questa! Che bello\u2026 quante possibilit\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma volevo arrivare ad altro. Come dicevo, \u00e8 stato lo studio del Principio Transpersonale di questo Fiore che mi ha fatto avvicinare ad esso (che argomento veramente coinvolgente e sorprendente per me!) e da l\u00ec ho cominciato a rileggere con pi\u00f9 attenzione tutto ci\u00f2 che riguarda Chicory, tornando perci\u00f2 sull\u2019aspetto personale, emozionale e archetipico che questo Fiore rappresenta e (STUPORE!) ho ritrovato il ritratto pi\u00f9 o meno esatto di una persona, la stessa che mi provocava un senso di costrizione al braccio, quel senso di costrizione che mi \u00e8 passato quando ho cercato di analizzare il tutto tramite gli insegnamenti ricevuti\u2026 che mondi interessanti! Lo so, \u00e8 successo per ora solo in questo caso per ora, ma credo che prover\u00f2 a verificarlo ancora, anzi certamente lo far\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi Chicory per i miei \u201cproblemi\u201d fisiologici, Chicory come la persona che in questo momento mi d\u00e0 il maggior numero di pensieri, Chicory per me\u2026 perch\u00e9 non riesco a lasciarla andare quando so che in questo momento sarebbe l\u2019unica cosa \u201csalutare\u201d da fare per non logorare ulteriormente il nostro rapporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Wild Oat invece \u00e8 stato diverso: ci\u00f2 che mi ha spinto \u00e8 stata la curiosit\u00e0 di scoprire in che senso si possa utilizzare \u201ctranspersonalmente\u201d questo fiore di cui in pi\u00f9 occasioni ho sentito il bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Orozco per Wild Oat parla di un Principio Transpersonale ancora in fase di studio, quello della dispersione, tenendo per\u00f2 in considerazione che questo fiore rappresenta \u201cun\u2019energia di concretizzazione pi\u00f9 profonda rispetto a Cerato\u201d. Come si fa a livello emozionale, si pu\u00f2 usare come catalizzatore\u2026 beh, allora potrei immergermi in una vasca colma di Wild Oat e restarci a mollo una giornata\u2026 perch\u00e8 il mio organismo possa capire e finalmente decidere a quale, fra tutti gli acciacchi mi sta proponendo ultimamente, dare maggior sfogo per potersi poi riorganizzare e trovare pace\u2026 e lasciarla anche a me! E riprendere la nostra vita dal punto in cui l\u2019avevamo lasciata prima di questa \u201cdestrutturazione\u201d! \uf04a<\/p>\n\n\n\n<p>A parte tutto, in questo momento del mio percorso (e cio\u00e8 appena l\u2019inizio!!!!) in cui non ho conoscenze sufficienti per poter integrare davvero tutte le innumerevoli sfaccettature che il sistema floreale offre, rimane pi\u00f9 forte in me la sensazione iniziale, quella da cui sono partita: il risuonare delle essenze con la musica che conosco. Come i suoni, le essenze sono vibrazioni che entrano dentro, nella mente, nel corpo, nell\u2019anima, per fondersi con quelle di chi li ascolta, di chi si \u201caffida\u201d , di chi \u201crisuona\u201d con loro.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde, penso, pi\u00f9 volte si dice che i fiori sono solo 38, e con questi 38 si riescono a coprire e armonizzare tutti gli archetipi individuati: e le note? Le note sono solo 7 e con quelle si possono scrivere molti e vari tipi di musica\u2026 e poi 7\u2026 non \u00e8 uno dei numeri ricorrenti? 7 aiuti, 7 pianeti visibili, 7 gruppi di appartenenza dei rimedi floreali, 7 nosodi iniziali\u2026 e 7 note!<\/p>\n\n\n\n<p>Come un suono pu\u00f2 portarti lontano nel tempo, lontano nello spazio o molto vicino&#8230; dentro di te, cos\u00ec conoscere un Fiore riapre porte che avevi chiuso, spalanca finestre su mondi che non conoscevi, colpisce allo stomaco come un battito sulla grancassa e ti fa rabbrividire come lo stridore di una corda stonata.<\/p>\n\n\n\n<p>E se anche gli strumenti si potessero identificare ciascuno in qualche fiore?<\/p>\n\n\n\n<p>Proviamo:<\/p>\n\n\n\n<p>White chestnut \u00e8 il basso, poverino\u2026 Profondo, forte e vigoroso\u2026 che per\u00f2 ripete sempre lo stesso giro, \u00e8 presente per tutto il pezzo e non molla mai.. e infatti se lo ascolti bene e ti piace, ti affascina, ti entra in testa e alla fine non ti molla\u2026 fino a che non ti accorgi che il pezzo \u00e8 finito!<\/p>\n\n\n\n<p>La batteria \u00e8 un Vine, detta il ritmo del pezzo e tutti devono fare come dice lei\u2026 in realt\u00e0 \u00e8 anche un po\u2019 Vervain, perch\u00e9 in fondo \u00e8 innamorata di quello che fa e detta le regole s\u00ec, ma ti vuole trascinare&#8230; per il tuo bene&#8230; perch\u00e8 tu faccia parte di tutto l\u2019insieme per creare la pi\u00f9 bella armonia possibile!<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il direttore d\u2019orchestra in questo senso \u00e8 un Vervain armonico e anche un Vine\u2026 beh, non \u00e8 uno strumento ma, come fare senza di lui?<\/p>\n\n\n\n<p>La chitarra invece \u00e8 Wild Oat perch\u00e9 ancora non ha capito se deve fare l\u2019accompagnamento, l\u2019assolo, il classico, il folk, il country, l\u2019elettrico.. ma fa tutto cos\u00ec bene.. perch\u00e8 scegliere?<\/p>\n\n\n\n<p>Il flauto traverso \u00e8 un Water Violet: se vuoi ti accompagno, ti do un consiglio&#8230; ma come suono bene da solo\u2026 perch\u00e9 vuoi venire vicino a me?<\/p>\n\n\n\n<p>Gli archi invece sono Clematis, vanno lontano in un altro mondo, suonano s\u00ec con gli altri ma percorrono tutt\u2019altri voli musicali.<\/p>\n\n\n\n<p>Mimulus \u00e8 il triangolo che si sente ogni tanto risuonare fra tutta quella banda di strumenti\u2026 che paura quanto sono grossi! E io che posso fare con questa vocina che mi ritrovo? Ci vuole davvero coraggio per farsi sentire in mezzo a questa folla di voci e spettatori\u2026 eccomi eccomi, ora vi chiudo il pezzo! \u2026.TIN!<\/p>\n\n\n\n<p>Se questo articolo ti \u00e8 piaciuto, condividi sui tuoi social e lascia un commento qui sotto. Lascia un commento anche per domande, ulteriori riflessioni o per dire \u201cnon mi piace\u201d e spiegami perch\u00e9. Tutto serve a tutti e tutto \u00e8 fonte di arricchimento. GRAZIE!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 un altro modo di narrare un progetto&#8230; l&#8217;inizio di quello che ancora non sapevo sarebbe diventato un progetto di vita&#8230; il mio. 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