{"id":501,"date":"2026-06-01T16:14:48","date_gmt":"2026-06-01T14:14:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/?p=501"},"modified":"2026-06-01T16:14:49","modified_gmt":"2026-06-01T14:14:49","slug":"e-ora-un-po-di-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/2026\/06\/01\/e-ora-un-po-di-scienza\/","title":{"rendered":"E ORA UN PO\u2019 DI SCIENZA"},"content":{"rendered":"\n<p>da \u201cLa scienza e il piano akashico \u2013 connessione e memoria nel cosmo e nella coscienza: una teoria integrale del Tutto\u201d, di Ervin Laszlo<\/p>\n\n\n\n<p>Riporto, citandola testualmente, la parte di un capitolo del suddetto libro che presenta, per la prima volta, la corrispondenza il concetto di \u201cin-formazioni\u201d, non pi\u00f9 come qualcosa di astratto ma al contrario avente una realt\u00e0 propria, e l\u2019esistenza del campo Akashico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size\">\u201cAccedere al campo akashico<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea che le informazioni sono presenti in ogni parte della natura \u00e8 un tema ricorrente nella storia culturale, ma \u00e8 nuova per la scienza occidentale. Essa necessita del riconoscimento che le informazioni non sono un concetto astratto: come \u201cin-formazioni\u201d hanno una realt\u00e0 propria. Fanno parte dell\u2019universo fisico. E poich\u00e9 sono presenti in ogni parte della natura, possiamo al meglio immaginarle concettualmente come un <em>campo <\/em>esteso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color has-medium-font-size\">Le basi logiche del campo delle in-formazioni<\/p>\n\n\n\n<p>Le prove dell\u2019esistenza di un campo che conserverebbe e trasmetterebbe le informazioni non sono dirette: devono essere ricostruite in relazione alle prove pi\u00f9 immediatamente disponibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo di altri campi noti alla fisica moderna, come il campo gravitazionale, il campo elettromagnetico e il campo di Higgs, il campo delle in-formazioni non pu\u00f2 essere udito, toccato, gustato o annusato. Questo campo produce per\u00f2 effetti che possono essere percepiti. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Lo stesso vale per tutti i campi, noti alla scienza. Per esempio, il campo gravitazionale o campo G non pu\u00f2 essere percepito, ma quando lasciamo cadere un oggetto a terra, vediamo l\u2019oggetto cadere ma non il campo che lo fa cadere: vediamo cio\u00e8 l\u2019effetto del campo G ma non il campo G stesso. L\u2019effetto del campo G \u00e8 la forza di gravit\u00e0 tra masse separate; le teorie della relativit\u00e0 generale e del campo correlata cercano di dimostrare che il campo G \u00e8 la spiegazione pi\u00f9 semplice e coerente di questi effetti. <\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La medesima cosa vale per il campo elettromagnetico (campo EM), il cui effetto \u00e8 la trasmissione di forza elettrica e magnetica; per il campo di Higgs, il cui presunto effetto \u00e8 la presenza di massa nelle particelle; e per i campi nucleari deboli e forti, i cui effetti sono l\u2019attrazione e la repulsione tra particelle vicinissime le une alle altre.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso del campo che spiegherebbe la presenza delle in-formazioni in natura, le prove sono costituite dall\u2019enigmatica e quasi istantanea forma di coerenza che emerge nelle scienze fisiche e biologiche, nonch\u00e9 nella ricerca sulla coscienza. Questi fenomeni richiedono una spiegazione, e la spiegazione pi\u00f9 semplice e logica \u00e8 quella di un campo che collega entit\u00e0 che appaiono coerenti a livello non locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto di un campo di in-formazioni \u00e8 nuovo alla scienza ma concorda con la sua storia. Nella storia della scienza moderna, si \u00e8 sempre rigettata l\u2019idea che cose ed eventi potrebbero influenzarsi vicendevolmente senza essere collegati da qualche supporto fisicamente reale. Si \u00e8 detto che le entit\u00e0 che dimostrano di essere collegate a vicenda attraverso lo spazio (e magari anche attraverso il tempo) sarebbero connesse per mezzo di un campo fisico esistente fra loro. Michael Faraday, per esempio, ha proposto che i fenomeni elettrici e magnetici siano collegati tramite un campo elettrico e un campo magnetico: ecco quindi il campo elettromagnetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il campo elettromagnetico di Faraday era visto come un campo locale associato con determinati oggetti. James Clerk Maxwell propose l\u2019idea che il campo elettromagnetico nn fosse locale,, ma universale: esso \u00e8 presente ovunque. Ulteriori modifiche del campo EM affermano che esso viaggia nello spazio alla velocit\u00e0 della luce. Un campo elettrico in mutazione produce cambiamenti nel campo magnetico, e questo a sua volta produce cambiamenti in quello elettrico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il campo elettromagnetico universale fu un\u2019idea rivoluzionaria, poich\u00e9 significava abbandonare la nozione dello spazio vuoto come mero veicolo di trasporto delle forze coinvolte nell\u2019interazione tra le particelle. Da quel momento in avanti, lo spazio venne quindi concepito come un campo universale continuo attraverso cui si trasmettono effetti elettrici e magnetici tra le particelle, che esse siano contigue nello spazio o lontane le une dalle altre.<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La spiegazione dell\u2019attrazione reciproca tra gli oggetti dotati di massa ha una storia simile. Secondo la teoria di Newton, la forza di gravit\u00e0 \u00e8 un fenomeno locale, una propriet\u00e0 intrinseca degli oggetti dotati di massa (sebbene Newton avesse grandi dubbi su questa propriet\u00e0, cos\u00ec come in seguito Ernst Mach). Nella sua teoria generale della relativit\u00e0, Einstein rimosse la forza di gravit\u00e0 dai singoli oggetti e l\u2019attribu\u00ec allo spazio-tempo stesso: da quel punto in avanti la forza di gravit\u00e0 venne considerata un campo universale.<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto, recentemente un altro campo universale ha fatto il suo ingresso nell\u2019immagine del mondo che si sono fatta i fisici: il campo di Higgs.<\/p>\n\n\n\n<p>Al momento, il campo di Higgs viene dedotto dalla struttura matematica delle particelle e dalle loro interazioni cos\u00ec come sono date nel Modello Standard della fisica delle particelle (sebbene si preveda che diverranno disponibili prove sperimentali quando saranno attivi acceleratori tanto potenti da raggiungere il livello di energia stimata del \u201cbosone di Higgs\u201d). In modo simile alla forza di gravit\u00e0, anche il campo di Higgs ha a che fare con la massa, ma non con la propriet\u00e0 degli oggetti dotati di massa: questo campo \u00e8 responsabile dell\u2019esistenza stessa della massa.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia del concetto del campo dimostra che quando si verificano fenomeni che richiedono una spiegazione fisica, gli scienziati tentano per prima cosa di dare una spiegazione specificamente collegata alle entit\u00e0 che manifestano tale fenomeno. Man mano che crescono e si sviluppano teorie, i concetti esplicativi tendono a divenire pi\u00f9 generali. In questo modo, quelli che inizialmente venivano visti come campi di forza locali vengono in seguito compresi come campi universali, presenti in tutti i punti dello spazio e del tempo. I fenomeni elettrici e magnetici sono ora ascritti al campo EM universale; l\u2019attrazione reciproca di oggetti non contigui viene ascritta al campo G universale; e la presenza di massa viene attribuita al campo di Higgs universale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 giunto il tempo di aggiungere un altro campo al repertorio scientifico dei campi universali. Sebbene i campi, come le altre entit\u00e0, non debbano essere moltiplicati oltre il necessario, appare evidente la necessit\u00e0 di un ulteriore che campo che spieghi il tipo speciale di coerenza rivelato a tutti i livelli e in tutti i regni della natura, dal microregno dei quanti, attraverso il regno intermedio della vita, fino al macroregno del cosmo. Questo campo non \u00e8 il campo del punto zero, poich\u00e9 le sue propriet\u00e0 trascendono quelle che attualmente si pensa siano associate a tale campo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color\">Si tratta di un campo differente, di cui conosciamo gli effetti ma del quale non possediamo ancora una descrizione matematica. \u00c8 comunque assolutamente chiaro che questo campo esiste, poich\u00e9 produce effetti reali. <\/p>\n\n\n\n<p>Proprio come il campo EM produce effetti elettrici e magnetici, il campo G \u00e8 responsabile dell\u2019attrazione tra oggetti dotati di massa, e i campi quantici producono attrazione e repulsione tra le particelle nucleari, dobbiamo riconoscere che vi \u00e8 un campo universale di in-formazioni che produce l\u2019effetto che abbiamo descritto come \u201ccoerenza non-locale\u201d nei numerosi regni della natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color has-large-font-size\">Il campo akashico<\/p>\n\n\n\n<p>Nei suoi libri precedenti, chi scrive ha denominato il campo di in-formazioni utilizzano i termini <em>campo akashico<\/em> o, in breve, <em>campo A<\/em>. Qual \u00e8 la ragione di questo nome?<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle culture sanscrita e indiana, l\u2019Akasha \u00e8 un supporto onnipervadente che <em>soggiace <\/em>a tutte le cose e<em> diviene <\/em>tutte le cose. Esso \u00e8 reale, ma cos\u00ec sottile che non pu\u00f2 essere percepito a meno che esso divenga le molte cose che popolano il mondo manifesto. I nostri sensi fisici non percepiscono l\u2019Akasha, ma possiamo raggiungerlo attraverso la pratica spirituale. Gli antichi Rishi lo raggiungevano attraverso un modo di vita disciplinato e spirituale, e attraverso lo yoga. Essi descrissero la loro esperienza e fecero dell\u2019Akasha un elemento essenziale della filosofia e della mitologia dell\u2019India.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel ventesimo secolo, l\u2019Akasha \u00e8 stato brillantemente descritto dal grande Yogi indiano Swami Vivekananda:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Secondo i filosofi dell\u2019India, l\u2019intero universo \u00e8 composto da due materiali, uno dei quali chiamato Akasha. Esso \u00e8 l\u2019esistenza onnipresente e che tutto penetra. Ogni cosa che abbia forma, ogni cosa che sia il risultato di una combinazione si \u00e8 evoluta da questo Akasha. \u00c8 l\u2019Akasha che diviene l\u2019aria, che diviene i liquidi, che diviene i solidi; \u00e8 l\u2019Akasha che diviene il Sole, la Terra, la Luna, le stelle, le comete; \u00e8 l\u2019Akasha che diviene il corpo umano, il corpo animale, le piante, ogni forma che vediamo, ogni cosa che pu\u00f2 essere percepita con i sensi, ogni cosa che esiste. Esso non pu\u00f2 essere percepito; \u00e8 cos\u00ec sottile che va oltre ogni percezione ordinaria; esso pu\u00f2 essere soltanto visto quando diviene grossolano, ha preso forma. All\u2019inizio della creazione c\u2019era soltanto questo Akasha. Al termine del ciclo i solidi, i liquidi e i gas si scioglieranno tutti di nuovo nell\u2019Akasha, e la prossima creazione scaturir\u00e0 di nuovo da questo Akasha (\u2026).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La somma totale di tutte le forme dell\u2019universo riportate al loro stato originale, siano esse mentali o fisiche, viene chiamata Prana. Quando nulla esisteva, quando l\u2019oscurit\u00e0 copriva l\u2019oscurit\u00e0, cosa esisteva allora? Allora esisteva l\u2019akasha senza movimento (\u2026) Al termine di un ciclo le energie ora visibili nell\u2019universo si quietano e divengono potenziali. All\u2019inizio del ciclo successivo esse si riavviano, entrano in collisione con l\u2019Akasha, e dall\u2019Akasha evolvono queste varie forme.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La ragione per cui chiamare campo akashico il campo di informazioni presente in natura dovrebbe ormai essere evidente. La visione akashica di un universo ciclico (di un Metaverso che crea un universo dopo l\u2019altro) \u00e8 essenzialmente la visione che oggi ci racconta la cosmologia. Nella nuova fisica, il vuoto unificato e fisicamente reale equivale all\u2019Akasha. Esso \u00e8 il campo originale da cui sono emersi atomi e particelle, stelle e pianeti, corpi umani e animali, e tutte le cose che possono essere viste e toccate. Si tratta di un supporto dinamico pieno di energia in fluttuazione perpetua. Il vuoto \u00e8 costituito dall\u2019Akasha e dal Prana raggruppati in un\u2019unica cosa: l\u2019utero di tutta la \u201cmateria\u201d e di tutta la \u201cforza\u201d dell\u2019universo.<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il genio dissidente Nikola Tesla adott\u00f2 questa visione nel contesto della scienza moderna. Egli parl\u00f2 di un \u201csupporto originale\u201d che riempie lo spazio e lo compar\u00f2 all\u2019Akasha, l\u2019etere che trasporta la luce. Nel suo manoscritto inedito del 1907 \u201cLa pi\u00f9 grande impresa dell\u2019uomo\u201d, egli scrisse che questo supporto originale, un tipo di campo di forza, diviene materia quando il Prana, l\u2019energia cosmica, agisce su di esso e quando l\u2019azione cessa, la materia svanisce e ritorna all\u2019Akasha. Dato che questo supporto riempie tutto lo spazio, ogni cosa che avviene nello spazio pu\u00f2 essere ricollegata a esso.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Tesla l\u2019idea dello spazio curvo (avanzata a quel tempo da Einstein) non era la risposta. In ogni modo, la maggior parte dei fisici adottarono lo spazio-tempo curvo a quattro dimensioni elaborato matematicamente da Einstein, rifiutando di prendere in considerazione il concetto di un supporto o campo di forza che riempisse lo spazio. La scoperta di Tesla cadde nell\u2019oblio. Oggi, un secolo dopo, essa \u00e8 tornata in auge, e gli scienziati si rendono ora conto che lo spazio non \u00e8 vuoto, e ci\u00f2 che viene chiamato vuoto quantico \u00e8 in effetti un pieno cosmico. \u00c8 un supporto fondamentale che richiama l\u2019antico concetto di Akasha.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello sviluppo successivo della scienza, il campo A si unir\u00e0 ai campi universali attualmente noti: il campo gravitazionale, il campo elettromagnetico e il campo di Higgs, e ai campi nucleari forti e deboli efficaci localmente ma presenti a livello universale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Oltre il mondo pieno di enigmi della scienza dominante, sta emergendo un nuovo concetto dell\u2019universo. Il concetto stabilito viene trasceso; al suo posto viene l\u2019universo in-formato, radicato nella scoperta del campo akashico delle tradizioni antiche come olocampo basato sul vuoto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Secondo questo concetto, l\u2019universo \u00e8 un sistema coerente e altamente integrato: un \u201csistema quantico supermacroscopico\u201d. La sua caratteristica principale sono le in-formazioni che vengono generate, conservate e veicolate, e che collegano tutte le sue parti. Questa caratteristica \u00e8 fondamentalmente decisiva. Essa trasforma un universo che sta cercando a tentoni la propria strada da una fase evolutiva a quella successiva in un sistema fortemente interconnesso che si avvale delle in-formazioni che ha gi\u00e0 generato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p><em>Nell\u2019universo in-formato, il campo A \u00e8 un elemento fondamentale. Grazie alle in-formazioni conservate e veicolate dal campo A, l\u2019universo \u00e8 di una coerenza sconcertante. Tutto ci\u00f2 che accade in un luogo accade anche in altri luoghi; tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in un tempo accade anche per ogni tempo successivo. Nulla \u00e8 \u201clocale, limitato al luogo e al tempo in cui sta accadendo, Tutte le cose sono globali, anzi cosmiche, poich\u00e9 tutte le cose sono connesse, e la memoria di tutte le cose si estende a tutti i luoghi e a tutti i tempi.<\/em><\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Questo \u00e8 il concetto dell\u2019universo in-formato, la visione del mondo che segner\u00e0 la scienza e la societ\u00e0 nei decenni a venire.\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da \u201cLa scienza e il piano akashico \u2013 connessione e memoria nel cosmo e nella coscienza: una teoria integrale del Tutto\u201d, di Ervin Laszlo Riporto, citandola testualmente, la parte di un capitolo del suddetto libro che presenta, per la prima volta, la corrispondenza il concetto di \u201cin-formazioni\u201d, non pi\u00f9 come&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12,1],"tags":[98,111,47,15],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/501"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=501"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/501\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":506,"href":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/501\/revisions\/506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=501"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=501"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonavarrella.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}